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| ARCHITETTURA
- La facciata della costruzione richiama soluzioni adottate dall'architetto
perugino Galeazzo Alessi per il Sacro Monte di Varallo. Ai lati
della porta, sormontata da una grande lunetta, due nicchie cieche
scandiscono ed ombreggiano maggiormente la facciata. La porta doveva
ricordare l'entrata in cielo e quindi apparire solenne, ma soprattutto,
aveva il compito di sottolineare le grandi virtù della conversione
a una vita di povertà. Il progetto della cappella originaria porta
la firma di Padre Cleto da Castelletto Ticino: ad essa fu accostato
nel 1680 un piccolo oratorio dedicato alla Madonna Addolorata. |
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| STATUE -
Il perno della composizione è San Francesco che, inginocchiato di
fronte al crocifisso nella chiesa di San Damiano ode le parole:
"Francesco va e ripara la mia chiesa che, come vedi, va tutta in
rovina". Il crocefisso è visivamente sorretto da quattro angeli.
Quattro cani completano la scena. Sulla sinistra uno stalliere in
costume moresco e un cavallo irrompono nella tranquillità dell'ambiente
e conferiscono dinamismo e spontaneità al tutto. Uno degli autori
di questo complesso fu il Prestinari che certamente modello il crocifisso
e gli angeli. Nella seconda metà del seicento interviene Dionigi
Bussola che sostituì alla precedente e raccolta figura di San Francesco
in ginocchio la nuova e più animata scena con il santo e tutte le
statue a terra, animando e movimentando la scena secondo il gusto
barocco. |
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| DIPINTI
- La successione degli affreschi procede da destra a sinistra e
racconta alcuni particolari della giovinezza del Santo. Il primo
quadro si riallaccia alla cappella precedente: Francesco, rinchiuso
nella prigione di orione , si ammala. Francesco è nel suo letto,
pallido e debole: attorno a lui il rosso delle tende mette in evidenza
il bianco del viso e delle vesti. Sulla sinistra un elegante paggio,
vestito d'oro e di azzurro, reca vino e cibo. In quel letto Francesco
ha maturato la sua conversione. |
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| Nel secondo passaggio Francesco,
ristabilitosi dalla malattia,esce all'aperto e sulla strada incontra
un nobile cavaliere decaduto e gli regala le proprie vesti. Sulla
parete divisoria Gesù compare in sogno a Francesco e gli mostra
le armi con il segno della croce destinate a lui e ai suoi cavalieri.
Nel grande affresco sulla sinistra il santo sceso da cavallo abbraccia
un lebbroso per vincere la ripugnanza verso il malato e gli dona
tutto il denaro che ha con sé; ripreso il cammino si accorge che
il lebbroso è scomparso, si trattava di Gesù. |
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| Autori di questa cappella
sono i fratelli Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere
detti Fiammenghini che li firmarono e datarono nel 1608. |
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